Apicoltura cà del Serafino


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La cera

Prodotti delle api




La cera, al pari della pappa reale, è prodotta direttamente dalle api e non è, quindi, un prodotto derivato dalla elaborazione di altre sostanze raccolte dall’insetto. Viene prodotta dalle ghiandole ceripare poste sulla parte ventrale dell’addome delle giovani api operaie di età compresa fra il 10° e il 18° giorno di vita dopo lo sfarfallamento. Appena secreta si rapprende formando delle minuscole scagliette che vengono dall’ape lavorate con le proprie mandibole ed in seguito unite alle altre per la costruzione dei favi.

Le api, producendo loro stesse il materiale necessario alla costruzione dei propri nidi, si differenziano dagli altri imenotteri che fanno ricorso a materiali vegetali o fango che trovano in natura. Per contro la produzione di cera comporta un elevato dispendio
energetico: per ogni chilogrammo di cera prodotta vengono consumati circa 10 kg. di miele.

La cera appena prodotta ha colore bianco, poi assume colorazioni più o meno scure, dal giallo al bruno, per l’effetto pigmentante del polline e della propoli introdotti nell’alveare ed eventualmente miscelati con la cera stessa.

La cera ha odore aromatico caratteristico; untuosa al tatto, pur senza lasciare residui di grasso sulla pelle; fonde ad una temperatura di circa 62-64 °C ; è insolubile nell’acqua, ma si scioglie nell’etere, benzina, cloroformio, essenza di trementina, ecc. ed è parzialmente solubile in alcool a caldo.

La cera è composta principalmente da una miscela di idrocarburi, esteri, acidi grassi, alcoli.

La richiesta di mercato della cera è andata progressivamente calando per l’avvento di prodotti sintetici alternativi aventi caratteristiche simili.

Attualmente trova impiego in quei settori dove risulta insostituibile: in alcuni prodotti farmaceutici, come componente di pomate e balsami; nella produzione di creme cosmetiche, cerette, rossetti; nella lavorazioni delle pelli ed in antiquariato nel trattamento di mobili pregiati.

La produzione di cera, principalmente derivante dalla disopercolatura dei favi per l’estrazione del miele, si aggira attorno a Kg 1- 1,5 ogni cento Kg di miele prodotto. La cera prodotta dall’apicoltore viene quasi totalmente reimpiegata negli alveari.




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