Apicoltura cà del Serafino


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Veleno d'api

Prodotti delle api




L’ape è dotata di pungiglione, strutturalmente molto simile ad un organo ovodepositore trasformato ed adattato ad iniettare veleno anziché a deporre uova.

Il veleno delle api viene prodotto da alcune ghiandole speciali e conservato in un apposito serbatoio. L’ape, quando si appresta a pungere, piega l’addome verso il basso ed estroflette contemporaneamente il pungiglione posto all’estremità dell’addome, che penetra nei tessuti della vittima liberando il veleno.

Quando l’ape punge l’uomo, od altri mammiferi, il pungiglione resta infisso nella pelle, trattenutovi da alcuni dentelli di cui e ne è provvisto: l’ape, nel tentativo di liberarsi, si lacera l’addome, lasciando sul corpo della vittima il pungiglione con tutto l’apparato velenifero, e muore. Quando punge altri insetti il pungiglione può essere ritirato e l’ape non subisce alcun danno.

Il veleno, a differenza di tutti gli altri prodotti dell’alveare, non serve alla vita interna dell’alveare: è un’arma di difesa contro i predatori e gli intrusi, comprese fra questi ultimi, api appartenenti ad altri alveari.

L’ape sviluppa gli organi veleniferi in maniera completa al suo 20° giorno di vita. Le api più anziane dedicano gli ultimi giorni della loro vita alla guardia dell’alveare, controllando tutte le api che rientrano ed aggredendo gli intrusi.

Al veleno d’ape sono attribuite proprietà terapeutiche che trovano applicazione in medicina nell’infarto del miocardio e nella cura contro artrite, reumatismi, nevralgie e nell’immunizzazione di soggetti allergici al veleno.


Il veleno, sotto il controllo di medici specialisti, può essere utilizzato anche tramite la tecnica dell’apipuntura, ovvero mediante la puntura diretta dell’insetto.

La raccolta del veleno viene effettuata con un’apposita griglia percorsa da corrente elettrica a basso voltaggio. L’ape che ne viene accidentalmente a contatto, sotto lo stimolo della scossa che riceve, estrae il pungiglione ed emette il proprio veleno che si deposita, cristallizzandosi, su una lastra di vetro posta sotto la griglia. La bassa tensione utilizzata non provoca alcun danno all’insetto.

In caso di puntura sarà necessario estrarre il pungiglione facendo attenzione a non comprimere il serbatoio del veleno, per non iniettare la residua quantità di veleno ancora contenuta nel serbatoio stesso.

La puntura di ape in un individuo sano, non allergico o sensibile, non comporta particolari reazioni all'infuori di un forte e temporaneo bruciore, seguito da un breve, ma fastidioso, prurito.

Negli individui allergici o sensibili si possono avere reazioni che possono essere locali, edema cutaneo in sede di puntura, o generalizzate. Le reazioni generalizzate vanno dall’orticaria diffusa fino a situazioni più gravi che si manifestano con coliche addominali, vomito, difficoltà respiratorie. In rarissimi casi si può registrare uno shock anafilattico seguito da coma ed in alcuni casi morte.

In caso di reazione anomala è opportuno rivolgersi nel più breve tempo possibile al più vicino pronto soccorso per essere sottoposti alle terapie del caso.













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